APE SOCIAL: IL DIRITTO ALLA PENSIONE ANTICIPATA

Nuove regole per lavoratrici e lavoratori in difficoltà. Le nuove misure.

Non tutti i lavori sono uguali. Non tutte le persone si trovano nella stessa condizione. Con l’APE Social abbiamo scelto di intervenire concretamente a favore di chi ha avuto un lavoro particolarmente faticoso o vive una situazione di difficoltà e per questo abbiamo consentito a queste persone di andare in pensione prima di quanto preveda la legge Fornero, correggendone uno degli aspetti secondo noi sbagliati e socialmente iniqui.

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Descriviamo brevemente, qui di seguito, le misure che abbiamo adottato, riportandovi in allegato, sul fondo, il DOSSIER di DeputatiPD sull’ultima LEGGE di BILANCIO nel quale troverai informazioni più ampie su APE, APE Sociale, sulle altre possibilità di pensionamento anticipato, sulla Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) e su vari altri dispositivi a favore delle persone, delle famiglie e delle imprese, contenute nella Legge di Bilancio 2017.

Al termine di questo articolo, trovi anche il link per richiedere l’APE.

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> L’OBIETTIVO è permettere ai lavoratori in difficoltà di anticipare la pensione.

> LO STRUMENTO  è un reddito ponte fino all’età pensionabile prevista

> I RISULTATI ad oggi sono oltre 66 mila domande presentate

 

Chi è disoccupato, chi ha problemi di salute e chi ha in famiglia persone con disabilità, così come chi fa lavori gravosi, potrà andare in pensione a 63 anni, e cioè 3 anni e 7 mesi prima di quanto stabilito dalla legge attuale. E non avrà nessuna decurtazione per questa scelta: un “reddito ponte” lo accompagnerà fino all’età pensionabile prevista. In particolare, per quanto riguarda i requisiti richiesti, serviranno 30 anni di contributi per i lavoratori che hanno esaurito da più di tre mesi l’indennità di disoccupazione, per quelli ai quali è stata riconosciuta una invalidità pari o superiore al 74% e per quelli che assistono da oltre sei mesi un familiare convivente affetto da disabilità grave. Sono richiesti invece 36 anni di contributi per coloro che abbiano svolto in via continuativa per almeno 6 anni lavori gravosi, come l’infermiera o il ferroviere, l’operaio edile e la maestra d’infanzia.

Per quanto riguarda, infine, i lavoratori precoci che si trovino nelle stesse condizioni appena dette, potranno andare in pensione, senza alcuna penalità economica, anche a 62 anni o meno. In questi casi servirà un requisito contributivo ridotto di 41 anni (quota 41) e aver lavorato almeno 12 mesi prima di aver compiuto 19 anni. Alla data di scadenza del 15 luglio 2017 (termine per chi si trovi e potrebbe ritrovarsi nelle condizioni previste dalla legge entro il 31 dicembre 2017) secondo quanto riportato dall’Inps, sono state presentate oltre 66mila domande per Ape social e lavoratori precoci. Chi invece potrebbe ritrovarsi nelle stesse condizioni entro la fine del 2018 ha tempo fino al 31 marzo 2018 per presentare la domanda.



 

Richiedi qui l'APE

 

 

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