Il cibo è vita e salute

Al Castello di Brescia con Coldiretti e Maria Elena Boschi

Come difendere e promuovere la salute a tavola, l’impresa agricola e il made in Italy

E’ una iniziativa particolarmente bella e importante, quella organizzata ieri e oggi dalla Coldiretti provinciale al Castello di Brescia… e voglio raccontarvela un po’.


Molto interessanti sono stati gli appuntamenti a cui ho avuto il piacere di partecipare nella mattinata di ieri, succedutisi prima, dopo e durante una tavola rotonda dedicata a “il cibo sano” e a come perseguire la “qualità della vita attraverso una sana alimentazione”.
Esprimo tutto il mio plauso per la manifestazione “Col gusto Diretti in Castello”, curato da Coldiretti Brescia e Campagna Amica. E’ un’occasione significativa per tanti motivi:
- per il coinvolgimento della gente, su temi importanti e in maniera costruttiva;
- per la volontà di offrire esperienze e conoscenze ai bambini e ai ragazzi, utili a far maturare e a rafforzare capacità critica, rispetto, attenzione, buon senso;
- per la possibilità, offerta alla gente, di incontrarsi e fare festa attorno contenuti  “sani” (cibi ma non solo);
- per l’intento di discutere e porre l’attenzione su temi rilevanti, che hanno implicazioni economiche, politiche e sociali, facendolo in maniera costruttiva e propositiva, (e non distruttiva, come altrove spesso accade).


Ed è stato questo il tenore dei dibattiti svoltisi in mattinata, ben moderati da Giusy Legrenzi, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Ettore Prandini, presidente provinciale e regionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, presidente nazionale, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e promotore di Campagna Amica, Maria Elena Boschi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maurizio Tira, Rettore dell’Università di Brescia, Viviana Beccalossi, assessore regionale all’urbanistica e Maurizio Zipponi, presidente della Fondazione Una.

E’ stata un’occasione in cui la nostra Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio ha avuto modo di ribadire quanto fatto dai governi Renzi e Gentiloni, confermando l’impegno sempre crescente sulla tracciabilità dei cibi, sull’esercizio di un ruolo forte dell’Italia in Europa che tuteli le nostre produzioni, sul rafforzamento del sostegno alle nostre imprese, su uno sforzo costante (pur osteggiato da molti) verso l’innovazione del nostro sistema Paese e verso la sburocratizzazione, su una promozione sia strategica che culturale dei valori del “made in Italy” nel mondo, sulla formazione alla salute e alla qualità rivolta ai nostri ragazzi.
E proprio Moncalvo e Prandini, a più riprese, hanno testimoniato gli sforzi e il cambio di passo degli ultimi due governi verso questi impegni ed obiettivi, sottolineando l’importanza della collaborazione e dell’intesa maturata, in tal senso, anche proprio con la stessa Coldiretti.
 
Nei frangenti della conversazione mi sono passate per la mente le varie innumerevoli battaglie che, anche attraverso la mia commissione parlamentare, abbiamo affrontato, negli ultimi tre anni, per spingere l’Europa verso il “rispetto” e la valorizzazione della qualità e della tracciabilità, e per ridurre il peso delle sanzioni inflitte al nostro Paese, dimezzando le procedure di infrazione.
 
Ai dibattiti erano presenti, oltre a tanti imprenditori agricoli, anche molti sindaci della nostra provincia, a partire da quello di Brescia: questo è un segnale importante, di attenzione e di coesione territoriale.
 
Come parlamentare, condivido e raccolgo nuovamente vari stimoli importanti. Ad esempio, gli appelli accorati di Carlo Petrini verso azioni che difendano il “valore” del cibo sano, che non è solo quello legato alla “convenienza” del prezzo, ma che deve comprendere tutto ciò che riguarda la qualità, la sicurezza, la territorialità, talvolta anche la tipicità di un cibo; e certamente, la sua capacità di garantire “salute” a chi lo consuma. Condivido fortemente i suoi inviti: a ripartire dalle scuole, attraverso la formazione sul cibo sano e il legame tra le mense e i nostri territori; a recuperare “sapienzialità”; a favorire l’auspicabile e già iniziato “ritorno alla terra” dei giovani, ma col sostegno sia di politiche economiche che di un coinvolgimento educativo e di sensibilizzazione culturale e sociale.
Altrettanto forte, sia da Tira che da Prandini, è arrivato il richiamo verso l’importanza della ricerca. E l’Università pubblica, come ha ricordato bene il rettore di Brescia, deve essere messa nelle condizioni di competere con forza e libertà, nel campo della ricerca. Non solo e non tanto il sostegno economico, quanto autonomia e libertà di movimento, meno vincoli burocratici, aiuterebbero a “fare ricerca” in maniera decisamente più efficace e competitiva. Credo sia condivisibile anche la sollecitazione di Zipponi a valorizzare, nel nostro Paese, le occasioni di confronto e gli sforzi comuni tra tutti coloro che “discutono” facendo proposte concrete, in maniera costruttiva e con spirito innovativo, emarginando chi agisce solo per distruggere. Ritengo poi positiva la sintonia condivisa con l’assessore Beccalossi sulla necessità di preservare la quantità e la qualità di terreni non edificati e dedicati ad una sana agricoltura.
 
Ma come sempre, oltre a questi, molti altri sono stati gli stimoli e le idee da condividere con le tante persone incontrate prima e dopo i dibattiti. Perché tanto è stato fatto in questi ultimi tre anni, ma ancora  molto si può fare per combattere l’italian sounding, per difendere e promuovere le produzioni e le denominazioni d’origine, per pretendere tutela della salute e della qualità, per favorire al contempo la competitività delle nostre produzioni.
Oggi è molto chiaro il quadro delle strategie e azioni che, come sollecitava Petrini, vanno portate avanti con intelligenza, sapienza e un po’ di sano patriottismo, che ci vedranno impegnati sia nel Governo che in Parlamento e, diciamolo, che trarrebbero beneficio anche da una maggiore coesione politica e sociale.
Noi, in ogni caso, facciamo del nostro meglio e… andiamo avanti!

 

 

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